A New York i rifiuti sono una risorsa economica e un’opportunità di lavoro

Nella grande mela, in particolare, questo lavoro è stato incentivato con una legge del 1982 denominata “Bottle Bill” ideata per incentivare i cittadini a fare la raccolta differenziata.
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I rifiuti possono diventare una risorsa economica e una opportunità di lavoro. Un esempio concreto arriva dagli USA, dove tanti disoccupati e homeless (senza fissa dimora) vivono grazie alla raccolta di lattine, bottiglie e altri residui solidi urbani. Per ogni oggetto raccolto 5 centesimi di dollaro che, pur essendo niente, se ci si riesce ad organizzare in modo “industriale” si possono sicuramente ricavare guadagni maggiori. E qualcuno in effetti c’è riuscito, creando dal nulla un business interessante.

A New York le persone che svolgono questa attività sono chiamate “canners” (da can, lattina), e non si tratta soltanto di emarginati o senza casa, ma anche di madri che hanno perso il lavoro, o comunque di persone che hanno intravisto in questo ambito una opportunità, sia pure piccola, di guadagno.

Come riporta un’inchiesta del “Guardian” l’attività dei canners svolge una importante funzione sociale. Nel 2007, Ana Martinez De Luco, una suora di strada, ha fondato una cooperativa che funziona da centro di raccolta e di smistamento dei rifiuti. La cooperativa è anche un centro di accoglienza per i senza tetto che possono trovare dei container dove potere dormire, oltre che degli spazi di condivisione e socializzazione.

Oggi i locali della cooperativa sono stati messi in vendita, sia per l’aumento dei costi (la sede è a Brooklyn, luogo alla moda, dove i prezzi delle unità immobiliari sono alle stelle) che per il conflitto con la società privata che cura la raccolta e il riciclo dei rifiuti. Ma il lavoro dei canners non si fermerà: innanzitutto perché garantisce la rimozione del 70% dei rifiuti nelle strade, e lo Stato ci guadagna perché incassa l’80% del valore delle bottiglie non recuperate, e poi, fatto non privo di rilevanza, perché il dettagliato database di “Sure We Can” (questo è il nome della cooperativa), in cui viene registrata ogni singola transazione, fornisce informazioni utili sulla produzione di rifiuti della comunità e costituisce  un importante tracciato sociologico sulle abitudini e sulle esigenze del pubblico.

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