Chi è Alice Brignoli, la mamma italiana arrestata in Siria?

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Alice Brignoli, partita con il marito Mohamed Koraichi per il Califfato siriano-iracheno con i suoi tre figlioletti( allora 2, 5 e 7 anni)  tutti molto piccoli per unirsi allo Stato islamico. Il marito, oggi deceduto, era cresciuto in Lombardia con i genitori, immigrati regolari di origine marocchina.

Il 6 marzo 2015 la madre di Alice, Fabienne Schirru, che vive e lavora in Brianza,  è disperata soprattutto per la sorte dei suoi tre nipotini e denuncia scomparsa dell’intera famiglia.

Sono partiti dalla Lombardia con la loro macchina, si sono imbarcati su un traghetto dal Sud Italia e negli ultimi giorni di febbraio del 2015 hanno raggiunto la frontiera tra Turchia e Siria, in una zona controllata dai combattenti del cosiddetto Stato islamico . La partenza verso il Califfato nero è stata confermata, oltre che dalla testimonianza della madre di lei, anche da due conoscenti marocchini, che hanno accettato di parlare con “l’Espresso

«Ho visto Mohamed pochi giorni prima della sua scomparsa, era stato invitato a una cena con un gruppo di nostri connazionali: abbiamo litigato con lui per tutta la sera», ricorda Jamal, che ha circa 40 anni e ha da tempo raccontato tutto ai carabinieri. «A Parigi c’era appena stata la strage di Charlie Hebdo: lui difendeva quei terroristi, parlava di guerra contro gli infedeli, faceva discorsi da matto, nessuno di noi riusciva a farlo ragionare. Eravamo tutti allibiti, increduli. Da ragazzo Mohamed non era religioso: è passato in pochi mesi dall’alcol all’Isis. Succede sempre così: chi ha la vera fede, sa che l’Islam è una religione di pace. Solo chi non ha una cultura religiosa può farsi lavare il cervello su Internet da quelli dell’Isis». Da notare che l’attuale imam della stessa moschea, che è algerino, non sapeva nulla di questa vicenda.

Alice e Mohameed si erano conosciuti una decina d’anni fa in una piccola ditta lecchese dove lui faceva l’operaio saldatore e lei la segretaria. Nel 2008 si sono sposati con rito civile in municipio e negli stessi mesi lei si è convertita all’Islam. All’inizio pregavano insieme ai normali musulmani nelle piccole moschee di Lecco. A poco a poco sono diventati sempre più fanatici e chiusi in sé stessi.

La madre di Alice, Fabienne racconta che, negli ultimi tre-quattro anni, Alice le vietava anche di vedere i bambini, considerandola impura. Ora alla nonna resta solo la foto del nipotino maggiore, l’unico che ha fatto in tempo ad abbracciare. Anche il marocchino Jamel conferma «la moglie italiana si faceva vedere pochissimo, aveva lasciato il lavoro per dedicarsi solo ai bambini e stava sempre chiusa in casa». Poi anche Mohamed ha perso il lavoro.
La sua famiglia, molto povera, è stata anche assistita dalle strutture pubbliche.

Il salto finale, dall’integralismo soltanto religioso all’ideologia violenta del Califfato, è maturato in meno di un anno, tra il 2014 e l’inizio del 2015: come in molti altri casi, anche questa coppia sarebbe stata indottrinata su Internet dalla propaganda del Califfato, che organizza sofisticate campagne di proselitismo mirate sui giovani delusi dall’Occidente.

La signora Fabienne, dopo aver denunciato la scomparsa della figlia con i tre nipotini, ha avuto ancora qualche sporadico contatto con lei: Alice l’ha chiamata dall’estero, dicendo che stavano tutti bene. L’ultimo contatto nel dicembre 2015.

È stata arrestata In Siria Alice Brignoli, oggi  43 enne. Indagata per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Gli agenti sono riusciti anche a rintracciare i quattro figli minori della donna di 8, 10 e 12 anni più un altro più piccolo nato in Siria, tutti rimpatriati.

Ha dichiarato di essere felicissima di rientrare in Italia, seppur in carcere.

La vita nei campi di prigionia deve essere diventata più infernale di quello che era già prima della pandemia mondiale. La collaborazione internazionale e l’intervento dei Ros è stato quindi determinante per recuperare i bambini e la stessa Alice Brignoli, che erano in un campo di prigionia curdo in Siria. Per Alice Brignoli si apre il carcere. E’ difficile invece pensare a quale sarà il futuro di quei  bambini che sono stati educati al jihad dalla loro mamma.

Sono circa 140 le persone partite per al Siria dall’Italia, circa 50 sono morti, 8 sono rientrati in Europa e 3 sono ancora nei campi di prigionia Curdi in Siria. Lo scorso anno erano 5. L’attenzione dei Ros è sempre stata sui bambini di Alice Brignoli.

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