È morto Maradona: l’argentino che è stato molto di più del più grande calciatore della storia

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Più che un giocatore vincente, Maradona è stato un giocatore rivoluzionario. L’ex calciatore argentino Diego Armando Maradona è morto oggi, mercoledì 25 novembre all’età di 60 anni a causa di un arresto cardiorespiratorio nella sua casa di Buenos Aires. Diego Maratona, una leggenda del calcio, si era recentemente sottoposto ad un intervento chirurgico per un ematoma cerebrale ed era in fase di recupero.

Il decesso è stato confermato dal suo avvocato alla stampa locale.

Il governo in Argentina ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Il presidente Alberto Fernández ha scritto su Twitter: «Ci hai portato in cima al mondo. Ci hai reso immensamente felici. Sei stato il migliore di tutti. Grazie per essere esistito, Diego. Ci mancherai per tutta la vita».

Origini umili
Maradona è nato il 30 ottobre 1960 a Villa Fiorito, un piccolo e povero paese della periferia di Buenos Aires, in Argentina, come il quinto di otto figli di una famiglia che dipendeva dal lavoro del padre barcaiolo. Come la sua vita, i trionfi calcistici di Maradona sono stati di natura epica, facendo di lui un eroe per due popoli profondamente legati e particolarmente votati alle passioni intense: l’argentino e il napoletano.

Rappresentando entrambi i tifosi, Maradona ha mostrato al mondo non solo un piede sinistro prodigio, forse irripetibile, ma anche un carisma per tradurre in realtà le esigenze storiche di popolazioni identificate con la sconfitta e l’esclusione.

Giocatore superlativo, considerato un Dio nel mondo del calcio, in ordine di importanza ha vinto:
una Coppa del Mondo, due campionati italiani, una Coppa Europa, due coppe italiane, una super coppa italiana, una coppa Re di Spagna, una lega argentina e una Coppa del Mondo giovanile.  Premiato come “il migliore della storia”, “il migliore del secolo”, “il migliore dei Mondiali”.

I suoi trionfi sportivi lo hanno portato a diventare ambasciatore dell’UNICEF e della FIFA, “insegnante di sogni” all’Università di Oxford e allenatore di squadre in Messico, Bielorussia ed Emirati Arabi Uniti, tra le altre, e della nazionale argentina.

Il talento di Maradona ha dato al calcio una creatività senza precedenti negli anni ’80: con una straordinaria velocità fisica e mentale e con un’impeccabile abilità motoria, l’argentino alto 1,65m ha messo la palla dove le leggi della fisica non sembravano applicabili.

 

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