Earthday 2020: La natura (senza l’uomo) festeggia la Giornata della Terra

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Nel 1970 Denis Hayes, studente americano venticinquenne, coordinò la prima Giornata della Terra. Nacque da lì un sentimento ambientalista che attraversò i confini e si diffuse in tutti gli Stati Uniti, creando un movimento di opinione, che influenzò le successive scelte politiche in funzione della salvaguardia del Pianeta. Ritagli del passato che ci riportano al presente e al classico “la storia si ripete”. Greta Thunberg la giovanissima attivista svedese, con le sue battaglie è riuscita portare all’attenzione di capi di stato e organizzazioni internazionali il tema della tutela dell’ambiente, dando vita a un nuovo movimento che ha coinvolto i più giovani.

Il 1970 fu l’anno in cui l’Onu fissò quella data nei libri di storia: il 22 aprile sarebbe stata la Giornata mondiale della Terra. Oggi circa un miliardo di persone prendono parte alla manifestazione, rendendolo l’evento ambientalista più grande in assoluto.

Da allora sono certamente cambiate molte cose, compresa la sensibilità globale verso tematiche che ci riguardano talmente da vicino influenzando le nostre vite, che ignorarle sarebbe un gesto criminale e autolesionista. La coscienza collettiva è cresciuta, le politiche degli stati si sono dovute piegare di fronte a queste logiche e le produzioni industriali, anche se questo è ancora un punto critico, hanno piano piano rimodulato le catene produttive unendo profitto e rispetto per l’ambiente e lasciando da parte la logica del guadagno selvaggio. O almeno in moltissimi hanno operato in questo senso. Ma il tema del cambiamento climatico e dell’influenza dell’uomo sulla natura è ancora al centro di un animato dibattito che nei prossimi anni determinerà scelte politiche e industriali.

Oggi per la prima volta, e proprio nel suo cinquantesimo anniversario, la giornata mondiale della Terra viene festeggiata virtualmente. Un quarto della popolazione mondiale a causa della pandemia globale da Covid19 vive una situazione di lockdown forzato.

Per tutta la giornata si svolgeranno centinaia di iniziative virtuali che collegheranno tutto il mondo. In Italia Legambiente ha lanciato l’iniziativa #abbracciamola invitando tutti gli utenti dei social a partecipare ad un flash mob sulle proprie bacheche mostrando una propria foto in cui si abbraccia il Pianeta; per il movimento Earth Day il cambiamento climatico rappresenta la più grande sfida per il futuro dell’umanità e dei sistemi di supporto vitale che rendono il nostro mondo abitabile, è possibile partecipare alle conversazioni globali che andranno avanti per tutta la giornata registrandosi al seguente link: https://www.earthday.org/earth-day-live/

E mentre l’uomo si ripara da un virus letale all’interno delle proprie case, la natura si riprende uno spazio che per troppo tempo le è stato negato. Le città pressoché deserte, sono popolate da centinaia di animali che, in situazioni normali, non si avvicinerebbero mai ad un centro abitato. Dalle anatre che sguazzano nella barcaccia di piazza di Spagna a Roma, ai tassi nel pieno centro di Firenze, fino ai delfini nel porto di Cagliari. In Galles un gregge di capre scorazza in pieno centro, a Barcellona un cinghiale passeggia per le vie dello shopping. Indiscusse protagoniste della parigina Comédie Française, sono un gruppo di anatre. In Cile un giovane puma che si era spinto fino al centro della città è stato catturato e poi liberato lontano dalla città, mentre un condor si lascia fotografare mentre è posato sulla ringhiera di un balcone; sulla costa Pacifica della provincia canadese della Columbia Britannica, nei pressi di Vancouver, ha sorpreso tutti la visione di una famiglia di orche e sempre a Vancouver, i pinguini del locale Aquario hanno approfittato della chiusura della struttura al pubblico per lasciare le proprie gabbie e intraprendere un tour tra gli altri ospiti presenti, accompagnati dal personale che se ne prende cura (https://twitter.com/shedd_aquarium/status/1239661654629023747). Una medusa gigante è stata avvistata tra i canali di Venezia, dall’acqua incredibilmente limpida e cristallina, come non si era mai vista. I livelli di smog sono calati in modo vistoso un po’ ovunque, l’aria è più pulita, i nostri boschi respirano, il mare si sta ripopolando e specie che non si vedevano da un po’, cominciano a tornare.

La speranza sarebbe quella, non appena tornati alla normalità, di mantenere dei livelli di inquinamento meno dannosi e tossici, di rispettare gli spazi della natura, degli animali, custodire la bellezza delle nostre città oggi incredibilmente pulite. Il timore è che non appena l’uomo tornerà a colonizzare ogni spazio pubblico, tutto sarà come prima se non peggio.

E come in un finale Orwelliano, gli animali che avevano deciso di creare una società dove tutti sono uguali e dove nessuno spadroneggia su gli altri, falliranno perchè gli uomini, riprenderanno il controllo in maniera dispotica.

Noi vorremmo un finale diverso. E in quel caso sì che sarebbe proprio il caso di festeggiare.

 

 

 

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