Gli estremi di calore “statisticamente impossibili” sono arrivati: abbiamo identificato le regioni più a rischio

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Nell’estate del 2021, il record di temperatura di tutti i tempi del Canada è stato superato di quasi 5℃. Il nuovo record di 49,6℃ è più caldo di qualsiasi altra temperatura mai registrata in Spagna, Turchia o in qualsiasi altra parte d’Europa.

Il record è stato stabilito a Lytton, un piccolo villaggio a poche ore d’auto da Vancouver, in una parte del mondo che non sembra proprio dover registrare tali temperature.

Lytton è stato il picco di un’ondata di calore che ha colpito il Pacifico nord-occidentale degli Stati Uniti e del Canada quell’estate e che ha lasciato molti scienziati scioccati. Da un punto di vista puramente statistico, sarebbe stato impossibile.

Volevamo valutare quali regioni fossero più a rischio in futuro. I nostri risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Seguire queste ondate di calore anomale è importante non solo perché le ondate di calore in sé sono pericolose, ma perché i Paesi tendono a prepararsi secondo il livello dell’evento più estremo nella memoria collettiva. Un’ondata di calore senza precedenti può quindi provocare risposte politiche per ridurre l’impatto del caldo futuro.

Ad esempio, si stima che una forte ondata di calore in Europa nel 2003 abbia causato 50.000-70.000 morti in eccesso. Sebbene da allora si siano verificate ondate di calore più intense, nessuna ha provocato un numero di vittime così elevato, grazie ai piani di gestione attuati sulla scia del 2003.

Una delle domande più importanti quando si studiano queste ondate di calore estremo è “quanto tempo dobbiamo aspettare prima di sperimentare un altro evento di simile intensità?”. Si tratta di una domanda impegnativa ma, fortunatamente, esiste una branca della statistica, chiamata teoria dei valori estremi, che ci permette di rispondere a questa domanda utilizzando gli eventi passati.

Ma l’ondata di calore del Pacifico nord-occidentale è uno dei tanti eventi recenti che hanno messo in discussione questo metodo e che non avrebbero dovuto essere possibili secondo la teoria dei valori estremi. Questa “rottura” delle statistiche è dovuta al fatto che la teoria convenzionale dei valori estremi non tiene conto della specifica combinazione di meccanismi fisici, che potrebbe non esistere negli eventi contenuti nella documentazione storica.

Il caldo inverosimile è ovunque

Esaminando i dati storici dal 1959 al 2021, abbiamo scoperto che il 31% della superficie terrestre ha già sperimentato un caldo statisticamente inverosimile (sebbene l’ondata di calore del Pacifico nord-occidentale sia eccezionale anche tra questi eventi). Queste regioni sono sparse in tutto il mondo senza uno schema chiaro.

Abbiamo tratto conclusioni simili anche quando abbiamo analizzato i dati “large ensemble” prodotti dai modelli climatici, che prevedono che i computer simulino il clima globale molte volte. Queste simulazioni sono estremamente utili per noi, poiché la lunghezza effettiva di questo “record storico” simulato è molto più grande e quindi produce molti più esempi di eventi rari.

Tuttavia, mentre questa analisi degli eventi più eccezionali è interessante e mette in guardia dall’uso di approcci puramente statistici per valutare i limiti degli estremi fisici, le conclusioni più importanti del nostro lavoro provengono dall’altro estremo dello spettro: regioni che non hanno mai sperimentato eventi particolarmente estremi.

Alcuni luoghi sono stati fortunati – finora

Abbiamo identificato una serie di regioni, sempre sparse in tutto il mondo, che non hanno sperimentato un caldo particolarmente estremo negli ultimi sei decenni (rispetto al clima “previsto”). Di conseguenza, queste regioni hanno maggiori probabilità di assistere a un evento record nel prossimo futuro. Non avendo esperienza di un evento anomalo di tale portata e avendo meno incentivi a prepararsi, potrebbero essere particolarmente danneggiate da un’ondata di caldo record.

I fattori socioeconomici, tra cui le dimensioni della popolazione, la crescita demografica e il livello di sviluppo, aggraveranno questi impatti. Di conseguenza, nella nostra valutazione delle regioni più a rischio a livello globale, teniamo conto delle proiezioni sulla popolazione e sullo sviluppo economico.

Le nostre regioni a rischio includono, tra le altre, l’Afghanistan, diversi Paesi dell’America centrale e la Russia orientale. Queste regioni possono sorprendere, perché non sono quelle a cui si pensa di solito quando si considerano gli impatti del caldo estremo dei cambiamenti climatici, come l’India o il Golfo Persico. Ma questi Paesi hanno recentemente sperimentato gravi ondate di calore e quindi stanno già facendo il possibile per prepararsi.

Anche l’Europa centrale e diverse province della Cina, tra cui l’area intorno a Pechino, sembrano essere vulnerabili se si considerano i record estremi e le dimensioni della popolazione, ma essendo aree più sviluppate è probabile che abbiano già dei piani per mitigare gli impatti più gravi.

Nel complesso, il nostro lavoro solleva due punti importanti:

Il primo è che ondate di calore statisticamente inverosimili possono verificarsi ovunque sulla Terra, e dobbiamo essere molto cauti nell’utilizzare i dati storici in modo isolato per stimare la “massima” ondata di calore possibile. I responsabili politici di tutto il mondo dovrebbero prepararsi ad affrontare ondate di calore eccezionali che sarebbero considerate poco plausibili sulla base dei dati attuali.

Il secondo è che ci sono alcune regioni il cui record storico non è eccezionale e quindi è più probabile che venga superato. Queste regioni sono state fortunate finora, ma di conseguenza è probabile che siano meno preparate ad affrontare un’ondata di calore senza precedenti nel prossimo futuro. È particolarmente importante che queste regioni si preparino ad affrontare ondate di calore più intense di quelle che hanno già sperimentato.

 

Questo articolo è stato pubblicato su TheConversation
Traduzione per Livepress.it – Beatrice Privitera