I Borghi più belli d’Italia fanno rete contro lo spopolamento dei piccoli comuni.

Una scommessa vinta che mostra il fascino di un Paese ancora poco conosciuto, misterioso e magico.
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(Fiorello Primi, presidente del club dei Borghi più Belli d’Italia)

 

L’Italia dei piccoli centri è l’ossatura del Bel Paese per quello che rappresenta, per ciò che conserva ed è in grado di raccontare. E’ l’Italia nascosta e poco conosciuta che, opportunamente valorizzata e promossa, può contribuire a far crescere il comparto del turismo e delle produzioni tipiche dell’ enogastronomia e dell’artigianato artistico procurando ricchezza e nuova e buona occupazione soprattutto per i giovani.

Lo sviluppo del turismo verso queste destinazioni è un’esigenza nazionale per limitare il progressivo spopolamento d’intere aree. L’abbandono del territorio e dei Borghi antichi ha fatto aumentare il rischio idrogeologico nelle zone montane e il degrado del grande patrimonio architettonico, artistico e culturale di cui queste località, apparentemente marginali, sono ricchissime. Sono migliaia le opere d’arte, i contesti ambientali e paesaggistici, le tradizioni culturali, della enogastronomia e dell’artigianato tipico che si possono scoprire anche nelle zone più sperdute del nostro Paese.

Nella maggior parte dei casi si tratta di centri e comunità molto piccole che hanno bisogno di un punto di riferimento, di una rete che possa aiutarle a uscire da un anonimato foriero, appunto, di spopolamento, degrado e abbandono.

Per questo, insieme a altri Sindaci all’interno della Consulta Nazionale del Turismo dell’ANCI, io ero Sindaco di Castiglione del Lago, decidemmo di creare un’associazione di piccoli centri di eccellenza che potesse rappresentare una concreta alternativa alle tradizionali mete turistiche nazionali. Una rete quindi che, integrando l’offerta turistica nazionale, contribuisse a rilanciare il comparto in un panorama internazionale che si andava sempre più globalizzando e che aveva bisogno di una nuova politica dell’offerta.

L’associazione nasce quindi in un ambiente istituzionale con il compito di selezionare il
“IL FASCINO DELL’ITALIA NASCOSTA”.Sono stati definiti i criteri di selezione e gli elementi che da misurare per stabilire se un Borgo può o meno essere “certificato”

Oggi la scheda, che ha subito alcuni aggiustamenti, è composta da circa 70 parametri che vengono verificati sul posto e ad ognuno dei quali viene assegnato un punteggio.

La prima caratteristica è di essere un comune con un numero di abitanti inferiore a 15.000 e di 2.000 nel borgo per il quale si richiede la verifica.

La verifica si fa sulla qualità architettonica del Borgo ovvero sulla compattezza e omogeneità del costruito oltre , naturalmente , alla qualità dello stesso, sulla qualità, l’accessibilità, la manutenzione e la tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale, sull’identità territoriale e la cultura del paesaggio inteso come Bene Comune, sulla capacità delle amministrazioni e delle comunità di investire sul passato per favorire uno sviluppo economico e sociale sostenibile e durevole, sulla qualità dell’ambiente per la tutela della salute , del benessere e della sicurezza personale e, infine , sulla diversificazione dell’offerta turistica e sulla qualità dell’accoglienza e dell’ospitalità.

L’associazione ha mantenuto la propria fisionomia istituzionale con un’Assemblea, un Consiglio Direttivo e i coordinamenti regionali tutti emanazione delle Amministrazioni Comunali.

Oggi fanno parte dell’associazione 307 piccoli comuni con meno di 15.000 abitanti (la media di abitanti è circa 3.500) tra più di 750 che sono stati visitati.

I primi anni sono serviti per consolidare e far conoscere l’associazione contando sulla convinzione e determinazione dei Sindaci che hanno fatto parte degli organismi dirigenti e sul rigore nel procedimento di ammissione e di esclusione.

Nel corso degli anni i Borghi associati hanno conosciuto uno sviluppo importante nel campo del turismo e delle attività collegate portando a un arresto, nella quasi totalità dei casi, del processo di spopolamento e alla creazione di nuove attività direttamente collegate al flusso turistico o indotte.

A un certo punto è emersa l’esigenza di far evolvere il mondo dei I Borghi Più Belli d’Italia verso le attività di commercializzazione a completamento dell’opera di valorizzazione e promozione portata avanti dall’associazione. Nasce così il tour operator (Borghi Italia Tour Network) che, operando in esclusiva, crea e commercializza il prodotto turistico e poi il consorzio di produttori (Ecceitalia) che si occupa della commercializzazione dei prodotti enogastronomici e dell’artigianato tipico e si rafforza l’attività dell’editore (Società Editrice Romana) che oltre a pubblicare la guida cartacea e virtuale inizia la pubblicazione di una rivista “Borghi Magazine” che va in edicola ogni mese.

L’Istat ogni anno elabora un rapporto che dimostra come il turismo dei Borghi può essere una concreta alternativa alle mete tradizionali e costituire una forte integrazione ad esse per attrarre maggiori quote di turismo internazionale e implementare quello domestico.

Questi sono alcuni dati forniti dall’ ISTAT (relativi al 2017):

Alcuni numeri importanti
Sono 1.035.171 i residenti totali (anno 2015), pari all’1,7% del totale nazionale
Offrono un’ospitalità di oltre 190mila posti letto in circa 7.330 esercizi ricettivi
3 milioni di arrivi e 12,7 milioni di pernottamenti
242 musei, gallerie o collezioni
39 monumenti o complessi monumentali
13 aree o parchi archeologici
Circa 2,9 milioni di visitatori
Mediamente 261 visitatori ogni 100
La permanenza media nei borghi è più elevata che nel resto d’Italia: 3,7 giorni contro 3,5
Sono 9,0 le giornate di presenza totale nei comuni «Borgo», contro una media del resto d’Italia di 6,2 giorni

Da questi pochi numeri i «borghi più belli d’Italia» si mostrano come una realtà turistica ormai consolidata, con una capacità attrattiva di rilievo e in netta crescita.

Inoltre l’ISTAT ha inserito, nel rapporto sullo stato del Paese del 2015, l’appartenenza di comuni alla nostra associazione tra i 10 indicatori per misurare la valenza del patrimonio culturale e paesaggistico nelle varie aree dell’Italia.

Per raccontare al mondo la realtà dei Borghi Più Belli d’Italia da alcuni anni si organizzano in collaborazione con Enit, ICE, le ambasciate italiane e con il sostegno del MIBACT numerose iniziative promozionale in vari stati europei europei (Germania, Regno Unito, Spagna, Paesi Scandinavi, Francia ecc..) ed extraeuropei (Russia, Giappone, Stati Uniti, Canada ecc..) per presentare , insieme al tour operator Borghi Italia Tour Network , l’ offerta turistica fatta di decine di itinerari e centinaia di pacchetti turistici agli operatori di quei Paesi.

Molte manifestazioni nazionali sono organizzate per promuovere la rete in Italia.

Nel mese di giugno, in occasione del solstizio d’estate, in tutti i Borghi si festeggiano l’amore e il romanticismo nella “Notte Romantica nei Borghi Più Belli d’Italia”.

A ottobre la “Domenica del Borgo: Ciceroni per un giorno”. Gli studenti delle scuole primarie diventano, dopo aver imparato a conoscere la storia del proprio borgo i “narratori” dello stesso ai turisti e ai visitatori.
Nostro compito è dimostrare che la Bellezza può essere declinata in molte maniere e che le peculiari caratteristiche di ciascun luogo, se opportunamente valorizzate e promosse, possono essere fonte di ricchezza, di lavoro e di benessere.

Da 6 anni esiste una federazione internazionale (Les Plus Beaux Villages de la Terre) della quale fanno parte, oltre all’Italia, la Francia, il Belgio, la Spagna, la Germania.

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