Subiamo l’inadeguatezza di un borbonico apparato burocratico e di una politica ininfluente e lenta.

Di Cristina Balteri | Foro di Piacenza. Avvocato cassazionista. Tratta in via prevalente diritto bancario, finanziario e responsabilità medica, sia in ambito civile che penale. Referente Codacons per le province di Piacenza e Parma dal 2006. Ha tenuto la rubrica radiofonica “L’avvocato risponde” per Radio Città Nuova
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Covid19 ha mostrato a tutti noi quanto siano ininfluenti i nostri bisogni primari sulle decisioni di questo governo che promette e non mantiene, che millanta, ma non conta niente a livello internazionale.

Nella sostanza gli aiuti, alias “reddito di ultima istanza”, sono arrivati a spizzichi e bocconi, ad alcuni sì, ad altri no; oggi, si legge che la responsabilità sarebbe, non dell’inadeguatezza di un borbonico apparato burocratico, bensì delle “possibili” frodi al sistema e lo capiamo tutti che è una motivazione inconsistente, capace solo di offendere chi ha bisogno perchè tratta da minus habens il popolo affamato e in difficoltà.

La società civile e la politica viaggiano a velocità diverse, non è certo una novità, ma una così sfacciata spudoratezza nell’insultare l’intelligenza collettiva, non la si poteva nemmeno immaginare.

Il prezzo che pagheremo per tanta ignavia sarà altissimo, anzi, vien da dire che non lo pagheremo affatto perchè proprio non potremo permettercelo e non è detto che alla fine questo ovvio paradosso non si trasformi in un bene.

Più d’uno avrà riso amaramente quando, ascoltando il Presidente del Consiglio che illustrava il “decreto liquidità”, gli ha sentito snocciolare i roboanti dati dei consistenti aiuti che sarebbero piovuti sugli italiani grazie al “prosperoso” e non scontato lavoro della compagine di governo. Irretiti da questa immagine salvifica che, per effetto del potere ipnotico della televisione, ci ha fatto cadere in un delirio onirico collettivo nel quale i più si sono sentiti rincuorati nelle loro paure e infastiditi dalle critiche sagaci e tempestive, siamo rimasti determinati a restare a casa bravi e buoni, tanto: “nessuno sarà lasciato solo”.

I giorni passano, però, e la verità è parecchio diversa. La ragione appare adesso sbilanciata pesantemente in favore di coloro che avevano conservato un cinico senso critico. La verità bruciante che si dipana adesso che ci accingiamo ad entrare nella fase 2, è che siamo stati lasciati soli difronte alla paralisi del mondo produttivo e da soli dovremo trovare le risorse per sopravvivere.

È stato rimandato soltanto il momento in cui le difficoltà ci ricadranno addosso inesorabilmente. Lo precisa l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) che nella sua circolare del 16/04 u.s., chiarisce che a beneficiare del finanziamento di € 25.000 garantito al 100% dal Fondo di Garanzia per le PMI (Piccola e Media Impresa) saranno solo le aziende che nel 2019 hanno avuto ricavi pari € 100.000. Il limite massimo di erogazione è infatti pari al 25% dei ricavi con il limite invalicabile, appunto, di € 100.000 di ricavi.

Quindi, dove e in cosa consisterebbe l’aiuto alla piccola e media impresa? Il 25% dei ricavi rapportato ai guadagni reali delle attività presenti nel nostro paese, caratterizzata da una realtà imprenditoriale parcellizzata, strozzata da una tassazione altissima, spesso iniqua e comunque solo rimandata, è un violento schiaffo al buon senso.

Miliardi erogati ancora una volta in favore delle banche per favorire quella liquidità pagliativa che ci renderà solo più poveri e incapaci di risalire la corrente contraria generata dalla paralisi del mondo produttivo che per molto tempo ancora condizionerà le nostre vite.

Da questa emergenza ne usciremo solo restando a guardare, in assenza di giudizio, non potendo in nessun caso incidere sulle decisioni nazionali, i movimenti finanziari che prenderanno vita intorno a noi, dentro e fuori dall’Italia, perché comunque la finanza ha bisogno di noi, non può farne a meno, e questo è un fatto con cui dovranno fare i conti anche i più coriacei sostenitori dell’economia virtuale.

 

Di Cristina Balteri | Avvocato del Foro di Piacenza

 

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