Incendi in Sicilia, regia criminale. Quali sono gli obiettivi dei piromani? Perchè la Sicilia brucia?

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Le provincie di Trapani e Palermo avvolti dalle fiamme.
La Riserva dello Zingaro, conosciuta in tutto il mondo, distrutta.

I piromani hanno pianificato tutto: hanno scelto i punti dove appiccare il fuoco e atteso le condizioni meteo favorevoli. Lo hanno fatto con un piano di distruzione criminale preciso di cui non si capiscono i reali obiettivi.

Ad Altofonte, si è anche sfiorata la tragedia, 400 persone sono state evacuate, mentre veniva divorato il bosco della Moarda, il polmone verde che manda frescura fino a Palermo e dosa l’acqua piovana raccolta dal fiume Oreto.

“E’ stato un fronte di fuoco troppo grande, fatto in maniera scientifica per far sì che con il vento si estendesse il più possibile” ha dichiarato il sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino, commentando immagini dei territori distrutti.

Salvo Cocina, direttore del Dipartimento di protezione civile della Regione parla a Repubblica anche il “un’azione di prevenzione, perché non basta più spegnere gli incendi, bisogna bloccare sul nascere l’azione dei piromani. Anche con ronde di pattugliamento e un’attività di intelligence messa in campo dalle forze investigative. Il Dipartimento della protezione civile è sceso in campo con 35 organizzazioni regionali di volontariato delle provincie di Agrigento, Trapani, Palermo, Caltanissetta, Enna e Messina: duecento uomini e 30 automezzi, tra i quali molti pick-up dotati di modulo antincendio, diversi pulmini e alcune ambulanze. La Regione Siciliana ha richiesto e ottenuto dal centro operativo di Roma l’invio di ulteriori canadair, gli aerei antincendio che hanno operato in aggiunta ai due già impiegati nei vari teatri delle operazioni di spegnimento

Il bilancio è drammatico.

“Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo”. E’ quanto stima la Coldiretti. “Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo, a preoccupare – sottolinea l’associazione – è proprio l’azione dei piromani, visto che il 60% degli incendi si stima sia causato volontariamente”.

Esiste, sottolinea il wwf, il fenomeno dei piromani «e qualche caso sarà imputabile anche a loro, ma il modo con il quale avvengono gli incendi, fa apparire molto improbabile che si tratti solo di azioni di folli. Più credibile la tesi che si tratti di menti dotate di lucida consapevolezza e razionalità».

Il docente di Ecologia all’università di Palermo, da sempre in prima fila nella tutela dell’ambiente Silvano Riggio, spiega ai Nuovivespri che gli incendi che hanno incenerito il verde della Sicilia non sono solo dolosi, ma sono espressione di un progetto criminale e terroristico da parte di chi rifiuta la cultura ecologista. “Troppe coincidenze”, dice il docente.

Una miscela micidiale di insensibilità, stupidità, follia, superficialità, cupidigia e loschi interessi.
I nemici mortali dei boschi.

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