La missione delle “prime volte” diventa un documentario “2020: Space Beyond”

Una coproduzione italo-tedesca prodotta da Skylight Italia, con Beagle Media e 8 Road Film, Latte Plus Production e con Lago Film come produttore associato, con il patrocinio dell’Agenzia spaziale europea, dell’Agenzia spaziale italiana e con il sostegno tecnico di Roscosmos, l’ente russo. Media Partner WIRED ITALIA e sarà distribuito a livello internazionale da Espresso Media UK. Sarà diretto da Francesco Cannavà.
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Per la prima volta le passeggiate extraveicolari sono state effettuate anche da donne, è arrivato in orbita il primo astronauta degli Emirati Arabi, Luca Parmitano è il primo italiano a diventare comandante. Tante prime volte che rendono questa missione particolarmente simbolica, forse unica.

Oggi tutto questo diventa un documentario. Si intitola “2020: Space Beyond”, ed è focalizzato sulla missione a cui ha partecipato l’astronauta italiano, terminata lo scorso Febbraio. Al centro del progetto la scienza in tutti i suoi aspetti, ma anche tecnologia e cambiamento climatico avranno un ruolo determinante.

Ne abbiamo parlato con Fabio Fagone, ideatore del progetto.

Tu sei l’ideatore del progetto.
Sì, l’idea è stata mia. Con Luca siamo ex compagni di liceo. Ci siamo rivisti 3 anni fa ad una cena con i compagni di classe. Abbiamo parlato della possibilità di realizzare un progetto del genere e da lì è cominciato tutto. Luca si è occupato di tutte le riprese che sono state fatte a bordo, ha creato un video-diario giornaliero in esclusiva. Dopodichè questo materiale veniva inviato alla Nasa e noi sulla Terra ricevevamo il tutto dall’Esa.

Abbiamo immagazzinato tante immagini pazzesche, tra cui quelle delle passeggiate extraveicolari.

Un’esplorazione in soggettiva assolutamente inedita.
Esatto. Sembra di essere lì con loro con il punto di vista dell’astronauta. Le attività extraveicolari, hanno un ruolo molto importante all’interno del nostro documentario, proprio perchè sono tra le più complesse mai realizzate che hanno permesso la riparazione dell’AMS2, l’Alpha Magnetic Spectrometer, uno strumento in grado di studiare la materia oscura.

Qualche altra chicca, anticipazioni?
Si parla anche di intelligenza artificiale. Loro avevano a bordo una sorta di palla che si chiama Cimon, una specie di assistente che dà la possibilità agli astronauti di lavorare meglio ma anche di passare il tempo chiedendogli di suonare una canzone.

Una sorta di Alexa..
Un po’ più complesso ma possiamo dire di sì.

A bordo sono stati fatti anche numerosi esperimenti.
Sì, circa 250 che vanno dalla biologia all’ agricoltura. Ma non solo. Sono stati testati anche determinati materiali che potrebbero essere utilizzati per missioni future. Il logo della missione Beyond contiene il riflesso della Luna e di Marte, perché stanno facendo dei test, per capire se sia possibile fare viaggi più lunghi…

 Come sono andati questi test?
Sappiamo che sono andati molto bene, ovviamente ci vorranno degli anni. Uno di questi test, ad esempio, si chiama Analog-1 e permette all’astronauta di controllare da remoto un rover che si trova altrove, in questo caso, sulla Terra. Quindi Luca ha guidato questo mezzo che si trovava all’interno di un hangar in Olanda cercando di simulare questa sorta di estensione virtuale dell’essere umano su un altro territorio. In futuro potrebbe essere utilizzato su Marte. E’ chiaro che questi esperimenti hanno una valenza importante anche per la vita sul nostro pianeta, poiché si può immaginare di guidare a distanza un mezzo simile in territori ad alto rischio, luoghi ai quali sarebbe pericoloso avvicinarsi per l’uomo. Un altro importante test che riguarda la biologia, è quello fatto sull’ Alzheimer.

Per quanto riguarda quest’ultimo test, che risultati ci sono stati?
La stazione spaziale internazionale è considerata un laboratorio in microgravità e la microgravità permette di fare degli esperimenti che sulla Terra è difficile condurre, perché i risultati possono essere condizionati da altri fattori. Ci vorranno altri anni di studio ovviamente, ma racconteremo quanto siano importanti questi esperimenti per l’uomo e per lo studio di alcune patologie ancora senza cura.

Quando potremo vedere il documentario?
Il documentario uscirà in autunno, siamo molto orgogliosi perché è già stato fra i cinque finalisti del MipDoc di Cannes, nella sezione Scienza e tecnologia, e del Mia Doc Pitching Forum di Roma, tra i più importanti mercati audiovisivi al mondo. Intanto continuiamo a lavorare, anche perché avrete modo di vedere diverse interviste e contributi da parte di esperti che abbiamo coinvolto, come il capo degli astronauti del centro di Colonia, il direttore generale dell’Esa, la dottoressa olandese che ha seguito Luca durante la preparazione a terra, nel corso e dopo la missione.

Ma adesso devo chiederti la cosa più importante…  dimmi che ci farete vedere gli alieni.
(ride) Purtroppo no, sarebbe stato un bellissimo scoop però non è successo.

 

Foto Copertina: Francesco Algeri
Fabio Fagone durante un sopralluogo presso il Centro Astronauti ESA di Colonia.

Foto 2 – Copyright ESA/NASA

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