La storia di Amore, la volpe romana che ama la letteratura

Update 1 11 2020
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La storia che vi raccontiamo oggi è straordinaria, cosparsa di quella magia che solo le anime pure hanno e sanno regalare. E’ la storia di Amore, una volpe che ama la letteratura e che sembra uscita fuori dal romanzo di Antoine de Saint-Exupéry “Il Piccolo Principe”.

Da due anni il giovane esemplare, che vive nei dintorni di Roma, ha stretto un particolare legame di amicizia con Laura, che vive da quelle parti con la sua famiglia. E sono proprio le parole di Laura che emozionano e la dicono lunga su quanto i legami veri possano andare oltre le diversità di colore e forma, di genere e persino di specie. “Vorrei condividere con voi questa meravigliosa esperienza, di cui vi accennai qualcosa lo scorso anno e che racconta la storia di una volpe pressappochista che crede di essere un cane, o forse un gatto e che ama la letteratura. Amore (l’ho chiamato così, perché magico, come questa parola) è una volpe che ha iniziato ad avvicinarsi a me oltre 2 anni fa.

L’ho vista nel terreno adiacente a casa mia, insieme ad un’altra volpe ed ho esclamato “amore quanto sei bella!”, l’altra volpe che era più distante, è fuggita, invece lui, si è fermato e si è girato a guardarmi, stupito e incuriosito.

Da quella sera, è tornato tutte le sere, avvicinandosi sempre di più. Se non mi affaccio, viene a chiamarmi sulla finestra perché vuole che parlo con lui. In estate gli leggo dei libri, lui si sdraia e mi ascolta. Ha fatto amicizia anche coi gatti e ogni tanto, si serve dalle loro ciotole (prima che qualcuno polemizzi, sappiate che non gli do del cibo e solo a volte, “rubacchia” qualcosa dalle ciotole dei gatti)

Da un annetto si è “fidanzato” e mi ha portato lei, che da qualche giorno, si siede e mi ascolta come fa lui.

Nel vederli, il mio cuore straripa di gioia, perché non importa quale forma o colore della pelliccia o pelle abbia un animale, se gli diamo amore, corrisponderà, amandoci incondizionatamente ed oltre ogni inimmaginabile meraviglia.

Non l’ho mai accarezzato e non intendo farlo per salvaguardare la sua natura selvaggia, ma la sera, quando sento abbaiare i cani e non lo vedo, lo chiamo o gli fischio e lui, mi corre incontro felice e allora penso che forse, ci si può davvero amare, anche nella totale diversità”.

Leggere questa storia fa immediatamente ripensare alla letteratura tanto cara al nostro amico “Amore” e la citazione è quasi d’obbligo:

“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono così triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.

Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:

“Che cosa vuol dire <addomesticare>?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>…”
“Creare dei legami?”

“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.

La morale di questa favola urbana dei giorni nostri è certamente che i legami cosparsi di amore, fiducia e rispetto reciproco, pur nella (a volte) totale diversità, possono dare vita a straordinarie storie di vita, uno scambio tra anime belle che riescono a scorgere nell’altro, quella luce che troppo spesso violenza, egoismo e odio cercano di spegnere.  Ed è la conferma che “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”…

E poiché siamo alle porte di un giorno speciale, il Natale, impegniamoci tutti – un po’ di più – perché quella luce dentro di noi, possa essere alimentata. Perché tutti abbiamo il dovere e il diritto di splendere e lasciare splendere. Con Amore.

Grazie a Laura Di Donato per averci raccontato questa storia e per le bellissime immagini.

2 comments

  1. Fabio B 24 Dicembre, 2019 at 14:38 Rispondi

    E’ idea diffusa, dalla tarda antichità ad oggi, che nel momento del trapasso l’anima, o lo spirito vitale, dopo un periodo di incubazione, passi o trasmigri in un nuovo essere umano, oppure in un animale…e a volte persino in una pianta. I greci la chiamavano metempsicosi alludendo proprio al transito, al viaggio che si compie da un corpo all’altro. Non era solo credenza della Grecia classica (ne parla anche Pitagora) ma di tante altre dottrine di varie civiltà.

    Ci piace pensare che nella storia che vede protagoniste la ragazza di Roma e la volpe, non a caso ribattezzata “Amore”, ci siano tutti gli elementi di questo ciclico eterno ritorno. Chi era la ragazza prima di nascere? E chi era la volpe Amore prima di essere una volpe? Nell’infinito calcolo delle possibilità non si può escludere il destino, quell’andare verso qualcosa che ci aspetta; o ancora meglio compiere il proprio ciclo di esistenza.

    La volpe Amore ama la sua amica e la letteratura. Amore è una grande energia universale, la più potente dell’universo, ed è proprio legata al destino, al karma, a ciò che fummo e a ciò che saremo. Forse quest’incontro, apparentemente casuale, non poteva non avvenire se non nel nome dell’Amore, L’Amor che tutto muove.

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