La terribile storia di Madalena Gordiano, tenuta come schiava per 38 anni, finalmente libera

Ritorna da un inferno in terra, quello della schiavitù moderna. Sfruttata per quasi quarant'anni prima di essere finalmente liberata dagli ispettori del lavoro.
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Rio de Janeiro: Madalena Gordiano è una donna brasiliana schiavizzata come domestica dall’età di otto anni,  è rimasta prigioniera nella trappola di una famiglia di nobili che l’ha resa serva a vita. Disponibile giorno e notte e appena nutrita per non perire.  Segregata e costretta a lavorare senza stipendio né riposo, la donna è stata trovata in una piccola stanza senza finestre nella residenza dei nobili aguzzini, nello stato del Minas Gerais, nel sud-est del Brasile.

Avevo 8 anni – ricorda a fatica Madalena – E avevo sempre fame. Così, girando per le strade del quartiere ho bussato a una porta e mi ha aperto una signora. Una gran dama, bianca, che mi guardava dall’alto. Ho allungato la mano, le ho chiesto un tozzo di pane. Lei mi ha sorriso: va bene, eccoti il pane. Poi mi ha fatto entrare e lì è iniziato il mio incubo“.  La famiglia adottiva la fa sposare, a 17 anni, con un parente di 78, che percepiva una pensione di 8 mila reais, 1.300 euro. Quando il vecchio muore, – racconta Repubblica – è la matriarca a incassare la pensione, non lei. Il calvario continua. Viene ceduta al figlio maggiore, un professore di veterinaria. Si trasferirà ancora di casa. Ci resterà fino al 27 novembre scorso. Trascinandosi tra i negozi con i bigliettini scritti di notte. Chiedeva aiuto, spiegava come e dove viveva. “Sono una schiava”, tracciò nell’ultimo. “Liberatemi”. L’hanno salvata. La famiglia Milagres Rigueira è rimasta stupita da tanto sdegno. “L’abbiamo accolta e adottata. È sempre successo in Brasile”, si è giustificata. È stata aperta un’inchiesta e la famiglia è ora incriminata.

Il suo destino era segnato. “Le hanno dato da mangiare quando aveva fame, ma tutti gli altri diritti le sono stati tolti”, dicono i funzionari. Madalene era così indigente da chiedere discretamente cibo e i prodotti per l’igiene ai vicini che hanno avuto la buona idea di avvertire le autorità, altrimenti la schiavitù della giovane donna chissà quanto sarebbe ancora durata.

La famiglia Milagres Rigueira è rimasta stupita da tanto sdegno. “L’abbiamo accolta e adottata. È sempre successo in Brasile”, si è giustificata. È stata aperta un’inchiesta e la famiglia è ora incriminata. Un avvocato che rappresenta la famiglia del professore ha detto che sono stati giudicati come colpevoli prima che il loro caso fosse giudicato in tribunale. Un portavoce dell’Unipam ha detto che il professore è stato sospeso dall’università e che “sono state prese tutte le misure legali”.

I procuratori hanno dichiarato che stanno cercando di raggiungere un accordo con la famiglia Milagres Rigueira per pagare un risarcimento, la famiglia oggi è accusata aver impiegato lavoro in condizioni di schiavitù e se  giudicata colpevole in tribunale, il professore rischia fino a otto anni di carcere.

Secondo l’ispettore del lavoro Camasmie, Madalene ora mantiene la pensione mensile del “marito defunto” di circa 8.000 R$ (1.300 euro), sette volte superiore al salario minimo del Brasile.”Non sapeva cosa fosse un salario minimo”, ha detto. “Ora sta imparando a usare la carta di credito”.  Sa che ogni mese le sarà corrisposta una somma considerevole.

 

Fonte: https://globoplay.globo.com/v/9119196/

 

 

 

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