Le case stampate in 3D sono ormai una realtà: belle, ecosostenibili ed economiche.

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E’ una vera e propria rivoluzione quella che ci apprestiamo a vivere e che in alcune parti del mondo è già realtà. Di stampanti 3d se ne parla da un po’ di anni e sono innumerevoli gli oggetti che oggi possono essere realizzati, ad un costo contenuto, per soddisfare i bisogni e le necessità degli utenti. L’evoluzione della stampa tridimensionale entra oggi prepotentemente nel campo dell’edilizia con macchine che sono in grado di realizzare case abitabili ed esteticamente molto gradevoli ad un prezzo medio basso e accessibile.

L’azienda italiana WASP, ad esempio ha condotto numerose ricerche in questo campo ed è tra le realtà imprenditoriali più lanciate nel mercato. Grazie all’impiego di una nuova tecnologia chiamata Crane WASP, l’azienda, utilizzando materiali naturali, è riuscita a stampare una casa di 30 mq con un costo di appena 900 euro di materiali. La casa in questione è stata costruita utilizzando terra cruda come legante principale e può essere considerata oggi un modello architettonico ecosostenibile. Per la costruzione di “Gaia” sono stati impiagati materiali naturali di scarto, provenienti dalla filiera produttiva del riso forniti da RiceHouse e orientati alla realizzazione di murature particolarmente efficienti dal punto di vista bioclimatico e di salubrità degli ambienti utilizzando una mescola composta per il 25% da terreno prelevato nei territori circostanti, per il 40% da paglia di riso trinciata, per il 25% da lolla di riso e il 10% da calce idraulica.

L’abitazione è in grado di mantenere una temperatura mite sia d’inverno che d’estate. Grazie a questo elemento fondamentale, non sarà necessario ricorrere ad impianti di condizionamento riscaldamento.

L’involucro stampato in 3d, per un totale di 30 mq di parete dallo spessore di 40 cm è stato realizzato in 10 giorni ed è costato 900 euro.

 

In Russia hanno invece progettato Apis Cor’s House, una casa pensata per resistere alla neve (costo 10.000 $)

Apis Cor è una società russa che si è specializzata nello sviluppo di una stampante 3D per l’edilizia mobile, in grado di stampare interi edifici completamente in loco.

Per dimostrare il potenziale della loro stampante 3D per costruzioni mobili, hanno costruito una casa di 40 mq che è costata all’azienda circa 10.150 dollari. La compagnia ha decorato la casa e arredato l’interno con un frigorifero, una TV a grande schermo e un divano, insieme ad altri mobili che ovviamente hanno un costo extra. L’utilizzo di queste strutture in zone complesse potrebbe tornare utile.

In Texas a partire da 4000 dollari ICON ha invece lanciato sul mercato una casa in 3D, non solo funzionale ed economica, ma anche alla moda

ICON è specializzata nello sviluppo di soluzioni di costruzioni a basso costo e prevede di costruire, in collaborazione con l’organizzazione no profit New Story, un intero quartiere di case in 3D a basso. L’obiettivo, è nobile, dare la possibilità di avere una casa a chi, sfortunatamente, non ha condizioni di vita adeguate per potersela permettere. Il tempo di costruzione approssimativo per la casa stampata in 3D di ICON è di circa 24 ore.

Se dobbiamo spostarci su esempi luxury, non possiamo non citare l’edificio per uffici di DUBAI, che con un costo di 140.000 dollari è oggi l’edificio stampato 3D più avanzato al mondo.

La stampa dell’intero edificio è durata 17 giorni. E’ una struttura certamente più costosa rispetto a quelle di cui abbiamo parlato prima, ma se facciamo riferimento al costo che il complesso avrebbe avuto se fosse stato costruito seguendo i classici modelli di edilizia, il risparmio resta importante.

Sia gli uffici che i mobili che arredano gli interni sono stati costruiti utilizzando una stampante alta 20 piedi, con un braccio automatizzato guidato da un computer e sono stati utilizzati materiali che prevedevano una miscela di cemento armato speciale, fibra di vetro rinforzata di gesso e plastica rinforzata con fibre già testate sia nel Regno Unito che in Cina per l’affidabilità.

Esistono inoltre innumerevoli progetti, anche in Italia, che prevedono l’utilizzo di questa tecnologia avanzatissima e decisamente più economica. E questo forse è davvero il futuro, l’occasione per offrire a tutti la possibilità di avere un tetto sulla testa, o anche per risolvere le emergenze abitative sorte in seguito ad eventi calamitosi che ancora oggi, a distanza di anni, costringono tante persone a vivere in condizioni poco dignitose. Se si desse vita ad un piano nazionale per risolvere davvero i problemi, quelli veri, la politica e, siamo certi, innumerevoli imprenditori privati che silenziosamente fanno opere di beneficenza, potrebbero dare vita ad una rivoluzione straordinaria come sta accadendo in Messico, dove A Nacajuca, grazie ad una stampante 3D, si sta costruendo un intero quartiere di case resistenti alle catastrofi naturali che verranno assegnate a chi ne ha più bisogno. Il terreno su cui vengono costruite è una donazione del governo municipale. Ad oggi sono già state consegnate 2 delle 50 case  in programma entro la fine del 2020.

Se questo avverrà mai non possiamo saperlo, è bello sperarlo e credere che possa accadere.

1 comment

  1. Giovanni 4 Gennaio, 2020 at 16:26 Rispondi

    Sarebbe interessante capire la fattibilità a l’Aquila ad esempio o in altre zone in cui la gente sta nei container. Se ci fosse la volontà politica in pochissimo tempo quella gente sarebbe al caldo. Ma interessa davvero?

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