Loredana Guida uccisa dalla malaria. Poteva essere salvata?

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Prende corpo l’ipotesi di reato e omicidio colposo sulla vicenda che ha visto protagonista Loredana Guida, giornalista e insegnante agrigentina, morta per malaria al ritorno da  un viaggio in Nigeria. La procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, ha affidato alla pm Elenia Manno il compito di avviare una indagine al momento solo a carico di ignoti. Ma non è escluso che presto non possano essere accertate precise responsabilità.

Intanto i funerali, inizialmente previsti per mercoledì pomeriggio, sono stati rinviati in attesa dell’esito dell’esame autoptico effettuato sul corpo della donna.

Loredana Guida, 44 anni, collaboratrice del Giornale di Sicilia e del sito Agrigentonotizie, come è noto è rientrata in Italia per l’epifania. Qualche giorno dopo la malaria si era manifestata, con sintomi molto diversi dall’influenza. La donna il 15 gennaio si era recata al pronto soccorso di San Giovanni di Dio, l’ospedale di Agrigento e, a detta dei suoi familiari, avrebbe atteso diverse ore prima di essere visitata. Alla fine, nonostante avesse comunicato ai sanitari del suo recente viaggio in Nigeria, ha deciso di andarsene e firmare le dimissioni.

Loredana è tornata in ospedale giorno 20 gennaio, dopo che la situazione si era aggravata e aveva perso conoscenza. Inutili sono stati gli sforzi dei medici per tentare di salvarla, compreso un consulto con degli specialisti di Roma e Palermo. La donna, dopo una settimana di coma, è morta, esito che ha provocato un forte sgomento in tutta la comunità agrigentina.

Adesso i familiari della donna accusano la struttura sanitaria di non avere effettuato gli esami specialistici che un caso del genere avrebbe richiesto. Il direttore sanitario dell’ospedale, Antonello Seminerio, ha reso noto che la paziente era arrivata alle 11.40 e visitata circa quattro ore dopo essendo stata presa in carico con un codice verde. Secondo i familiari, invece, i tempi di attesa sarebbero stati molto più lunghi e non sarebbero stati attivati, per l’appunto,esami più approfonditi.

La diagnosi finale è stata quella di malattia terzana maligna, che si trasmette con la puntura di una zanzara. Prima della partenza sembra che Loredana Guida avesse fatto la profilassi antimalarica.

Le indagini ordinate dalla procura di Agrigento serviranno a chiarire alcuni aspetti della vicenda ed eventualmente ad accertare responsabilità.

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha chiesto l’acquisizione delle cartelle cliniche il cui esito sarà messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Razza ha invitato ad attendere l’esito della attività istruttoria dopo l’invio della richiesta all’Asp.

Cordoglio per la scomparsa della giornalista-insegnante è stato espresso dall’Assostampa e dai colleghi giornalisti agrigentini, mentre il deputato regionale dei 5 stelle, Giovanni De Caro, ha presentato un’interrogazione all’assessore alla Salute.

Caso di malasanità o tragico gioco del destino? E’ presto per dirlo. Bisognerà attendere l’esito delle indagini. Ancora qualche giorno per fare chiarezza su una vicenda che ha visto come sfortunata protagonista una donna molto stimata dai colleghi e dai tanti amici che in queste ore hanno manifestato il loro dolore per la sua immatura scomparsa.

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