Minneapolis, arrestato il poliziotto che ha ucciso George Floyd. Le immagini della protesta

“Con la violenza puoi uccidere colui che odi, ma non uccidi l’odio”, diceva Martin Luther King, pastore battista e storico leader per i diritti civili negli Stati Uniti.
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I can’t breathe” (non riesco a respirare) è l’ultima frase di George Floyd, un uomo di 46 anni afroamericano, che lunedì 25 maggio è morto dopo che un poliziotto “bianco” per diversi minuti  ha premuto il ginocchio sul collo dell’uomo: “per favore, non riesco a respirare” e “non uccidermi” è quello che si sente nel video che testimonia i fatti e che mostra chiaramente come Derek Chauvin, (uno dei quattro agenti di polizia che sono stati licenziati dopo la morte di  George Floyd) tiene violentemente premuto il suo ginocchio sul collo di Floyd, bloccandolo e provocandone la morte.

Inizialmente la polizia aveva parlato di un «incidente medico» come versione ufficiale poi smentita però da diversi testimoni e da vari video, le indagini cosi sono state affidate all’FBI e i quattro agenti sono stati licenziati.

Il poliziotto ha tenuto  il ginocchio sul collo del signor Floyd per 8 minuti e 46 secondi in totale”, si legge nella denuncia. “Due minuti e 53 secondi dopo che il signor Floyd non dava più nessuna risposta.” Chauvin è stato accusato di omicidio colposo e  potrebbero essere in corso ulteriori accuse.

La ricostruzione
La vicenda sarebbe cominciata quando il proprietario di un negozio ha chiamato la polizia per denunciare un uomo che aveva usato una banconota da venti dollari falsa. Gli agenti arrivati sul posto avrebbero trovato il sospettato nella sua macchina, e secondo loro era “sotto l’effetto” di droghe o alcol. I poliziotti sostengono che l’uomo (in seguito identificato come George Floyd) si è rifiutato di uscire dalla macchina. A quel punto lo hanno ammanettato.

Floyd, che era disarmato, è stato poi immobilizzato a terra, a pancia in giù e con il volto girato verso destra. Uno dei poliziotti gli ha premuto il ginocchio sul collo per diversi minuti. La sequenza è stata ripresa in un video da una persona che ha assistito alla scena e che l’ha poi diffuso. Non mostra quello che è successo prima dell’arresto. Dura circa dieci minuti e contiene immagini molto forti.

 

 

Oltre alle immagini, è stato l’audio a destare molto clamore.

La rabbia e la collera a Minneapolis sono in aumento da giorni.

Dopo che i procuratori hanno annunciato ieri di non aver deciso se accusare l’agente di polizia che è stato catturato in video con il ginocchio premuto contro il collo di George Floyd mentre l’uomo implorava l’aria, quella rabbia si è trasformata in caos.

Numerosi edifici sono stati bruciati, saccheggiati e vandalizzati nei giorni scorsi, provocando l’attivazione delle truppe della Guardia Nazionale.

Ci sono state anche manifestazioni in altre città degli Stati Uniti, tra cui New York, Los Angeles, Chicago, Denver, Phoenix e Memphis.
Oggi , il governatore del Minnesota Tim Walz ha dichiarato di aspettarsi una giustizia “rapida ed equa” per la morte del signor Floyd.

L e discriminazioni e le violenze subite dagli afroamericani  stanno letteralmente infiammando il Paese. Le proteste dilagano, non solo a Minneapolis, dove si è consumato il fatto.

La famiglia del signor Floyd e il loro avvocato, Benjamin Crump, hanno dichiarato in una nota alla NBC News che l’arresto è  “benvenuto ma in ritardo,  chiediamo un’accusa di omicidio di primo grado, più grave, nonché l’arresto degli altri ufficiali coinvolti.

Poco dopo l’annuncio delle accuse, il procuratore generale degli Stati Uniti William Barr ha dichiarato che il dipartimento di giustizia e l’FBI stanno conducendo “un’indagine indipendente per determinare se le leggi federali sui diritti civili sono state violate”. Barr ha definito il video dell’arresto di Floyd “straziante da guardare e profondamente inquietante”.

Oggi la famiglia di George Floyd deve spiegare ai suoi figli perché il padre è stato giustiziato dalla polizia, c’è chi lo ricorda come il “gigante buono”  un uomo di pace e un fervente credente.

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