Nuova Inside, il peschereccio scomparso a Palermo. Le ipotesi

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Repubblica ci ha raccontato la recente  storia di un’imbarcazione scomparsa nel nulla la notte tra il 12 e il 13 maggio scorso.
Quello che emerge è inquietante: la petroliera Vulcanello, sarebbe passata sulla rotta del peschereccio cancellando ogni traccia della Nuova Inside e togliendo la vita ai suoi tre marinai Matteo Lo Iacono, 53 anni (ritrovato cadavere il 16 maggio), il figlio Vito, comandante e armatore di 27 anni e il cugino Giuseppe Lo Iacono, 34 anni (ritrovato senza vita il 14).

Marina e guardia costiera lavorano per individuare il relitto, si batte la pista della collisione.

Dall’autopsia effettuata su Matteo Lo Iacono è stata rilevata una frattura del cranio. “Questo particolare potrebbe essere compatibile con una caduta all’indietro, ma ritengo che la causa della morte non sia da collegare a questo, anche se rimaniamo in attesa degli esami istologici”, racconta il professore Paolo Procaccianti, medico legale di fiducia della famiglia Lo Iacono. Aldo Ruffino, legale della famiglia osserva come “tutti gli indizi che continuano a emergere confermano in maniera chiara ed inequivocabile che il peschereccio è affondato per cause esterne, certamente non riconducibili alle condizioni meteo. Ritrovare il peschereccio potrebbe essere determinante per completare il quadro indiziario, augurandosi che presto possano essere individuati gli eventuali responsabili di questa tragedia” conclude l’avvocato Ruffino.

Sulla vicenda indaga la procura di Palermo, il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Vincenzo Amico stanno coordinando le indagini della guardia costiera.

La terribile certezza dell’affondamento si ha con il ritrovamento dei primi corpi, ma cosa è accaduto quella notte?
Le interviste dirette da Giulio Golia ci raccontano l’incredulità della famiglia e dei cittadini di Terrasini.

Dall’inizio nessuno ha creduto a un naufragio causato dallo scirocco: “Erano esperti, a mio padre lo chiamavano il capitano, era un lupo di mare. Avrebbero lanciato un allarme, si sarebbero messi i giubbottini di salvataggio. Avrebbero fatto qualcosa”

Intanto Repubblica prima e le Iene dopo, fanno riferimento ai grafici di MarineTraffic, che consente di rilevare la posizione delle barche in mare e fornisce le coordinate, e le informazioni sull’identità delle navi in rotta.

Francesco Cortese e Giorgio Ruta inserendo la posizione di Nuova Iside, hanno scoperto che tra le 21:40 del 12 maggio e le 3:00 del 13 maggio, passava nella rotta del peschereccio una petroliera. I due giornalisti hanno contattato l’armatore della petroliera che hanno confermato la presenza quella sera, ma che l’equipaggio non ha visto né sentito niente. La nave ha un improvviso calo di velocità: passa da 12,3 a 11,9 nodi intorno alle 23.
Tutto è ipotizzabile anche un inconsapevole speronamento notturno da parte di navi mercantili che attraversano la zona.

“L’unica cosa certa – afferma l’avvocato della famiglia – è che, dagli ultimi contatti, l’intero equipaggio non manifestava alcuna preoccupazione per le condizioni del mare. Gli ultimi messaggi sono arrivati lunedì attorno alle 21.53. Al momento del ritrovamento il corpo del Capitano portava ancora una pesante felpa che fa escludere che il disastro sia potuto avvenire durante le ore di scirocco che avrebbero potuto rendere difficoltosa la navigazione.

 

 

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