Quando lo schermo diventa l’occhio: l’invenzione di una startup americana.

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Presto l’idea di realtà aumentata passerà direttamente dal nostro occhio che, di fatto, diventerà il nostro schermo. Il progetto è di una startup, Mojo Vision, che entro un paio di anni punta a un lancio commerciale. Ma di che si tratta? Presto detto. Grazie a una lente a contatto grande quanto un granello di sabbia si potrà direttamente accedere a contenuti in realtà aumentata: le immagini e le informazioni compariranno direttamente nel campo visivo senza dovere utilizzare occhiali o visori particolari. Il display proietta direttamente le immagini sulla retina, che si tratti del meteo o del livello della pressione, dei risultati sportivi o delle news  sarà uguale. La lente a contatto ha integrati una serie di componenti, come ad esempio una batteria che potrebbe essere inserita nel porta lenti, ma anche in modalità wireless da una collana, mentre il collegamento a internet passerà dallo smartphone o da qualche altro dispositivo.

Il progetto è stato realizzato grazie a una raccolta fondi da parte dell’azienda che ha fruttato oltre 100 milioni di dollari di investimenti di venture capital da fondi come Grandient Ventures di Google e altri canali finanziari.

Il prototipo è stato presentato in anteprima ad alcuni giornalisti statunitensi e può essere applicato ad almeno 300 milioni di persone nel mondo, in particolare a coloro che hanno disabilità visive e che grazie a questa lente potranno migliorare la loro qualità di visione.

Il concetto di realtà aumentata è noto fin dagli anni 90, ma già diversi anni prima si è cominciato a sperimentare. Nel 1962, ad esempio, Morton Helig iniziò la costruzione di una macchina chiamata Sensorama, che forniva l’illusione della realtà cinematografica e con vari effetti dava all’utente la sensazione di essere nei luoghi della visione. Si trattava quindi del primo esempio di coinvolgimento multisensoriale tecnologico.

Nel 1966 il professore Ivan Sutherland sperimentò il headmounted display meglio conosciuto come HMD, mentre risale al 1968 la prima apparizione di occhiali a realtà aumentata. Senza dimenticare la creazione, da parte di Myron Kueger, di Videoplace, il primo strumento che ha permesso agli utenti di interagire con gli oggetti virtuali.

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