Il Vaticano riapre le indagini sull’adolescente scomparsa nel 1983

Angela Giuffrida in Rome Mon 9 Jan 2023 18.27 GMT
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Il caso di Emanuela Orlandi ha scatenato diverse teorie ma non ha mai dato risposte concrete

Il Vaticano ha riaperto un’indagine sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, un caso che ha attanagliato l’Italia per quasi 40 anni e coinvolto la potente Santa Sede.

Emanuela aveva 15 anni quando scomparve il 22 giugno 1983 mentre tornava a casa da una lezione di flauto a Roma. La famiglia Orlandi viveva nella Città del Vaticano, dove il padre era un impiegato laico della casa pontificia.

Il caso ha dato vita a diverse teorie, tra cui quella che Emanuela sia stata rapita da una banda per ricattare il Vaticano affinché rilasciasse Mehmet Ali Ağca, incarcerato nel 1981 dopo aver tentato di assassinare Papa Giovanni Paolo II, ma non ha mai dato risposte concrete.

Secondo l’agenzia di stampa LaPresse, il promotore di giustizia del Vaticano, Alessandro Diddi, ha riaperto il caso dopo diverse richieste da parte del fratello maggiore di Emanuela, Pietro, che si è battuto senza sosta per scoprire la verità dietro la sua scomparsa.

“Abbiamo saputo dell’indagine solo attraverso i media”, ha dichiarato Laura Sgrò, avvocato della famiglia Orlandi. “Abbiamo scritto al Papa un anno fa con l’intenzione di parlare con il promotore di giustizia. Siamo ovviamente contenti che stiano facendo un’indagine, ma speriamo che questa fornisca davvero risposte concrete”.

Diddi ha confermato a LaPresse la riapertura dell’indagine dopo che questa era stata riportata per la prima volta dall’agenzia di stampa Adnkronos, secondo cui “tutti i dossier, i documenti, i rapporti, le informazioni e le testimonianze” legate al caso saranno riesaminati per chiarire una serie di questioni e “non lasciare nulla di intentato”.

Inoltre, l’indagine si concentrerà sul caso di Mirella Gregori, anch’essa quindicenne, scomparsa a Roma settimane prima della Orlandi dopo aver detto alla madre che sarebbe andata a un appuntamento. Da tempo si ritiene che ci possa essere un collegamento tra le due sparizioni.

L’inchiesta arriva pochi mesi dopo l’uscita su Netflix di Vatican Girl, un documentario che esplora le teorie sul caso Orlandi. L’affermazione più sorprendente è che un amico d’infanzia di Emanuela, intervistato nel documentario, ha dichiarato che l’adolescente è stata molestata da “qualcuno vicino al Papa”, che all’epoca era Giovanni Paolo II.

Un’altra teoria rivelata nel documentario è che Emanuela fu portata a Londra, dove visse per anni in un ostello della gioventù di proprietà di una congregazione cattolica, con le spese finanziate dal Vaticano. Secondo questa teoria, Emanuela sarebbe morta a Londra prima che il suo corpo fosse trasferito a Roma e sepolto in Vaticano.

Nel 2019, due tombe in Vaticano sono state riesumate e riaperte dopo una segnalazione che Emanuela potrebbe essere stata sepolta lì. Ma non sono stati trovati resti umani.

Altre teorie hanno collegato la scomparsa di Emanuela agli scandali finanziari del Vaticano, a un presunto giro di sesso gestito dalla polizia vaticana e alla malavita romana.

La riapertura del caso arriva anche dopo che Georg Gänswein, il segretario personale di lunga data e stretto confidente del defunto ex papa Benedetto, ha detto che avrebbe affrontato il mistero Orlandi nel suo libro-verità, la cui pubblicazione è prevista per il 12 gennaio.

 

 

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