RueBallu edizioni, un’impresa editoriale al femminile a Palermo

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Un’ impresa editoriale che ha il cuore a Palermo e la mente bene aperta ai fermenti artistici del resto del mondo. Si tratta di “rueBallu edizioni”, un progetto nato dall’ incontro di quattro donne di «tenace concetto» (Antonella Bonanno, Marisol Agnone, Morgane Corre e Fabiola Falletta) che coniuga raffinatezza e novità, gusto estetico e rigore filologico nel programmare, concepire e diffondere libri – di tema prevalentemente musicale – finalizzati ad ampliare gli orizzonti culturali del lettore. Volumi che si distinguono anche per la loro cura e bellezza. Divisa in cinque collane dai titoli esemplificativi ( Femmes Extraordinaires, Hommes Extraordinaires, Jeunesse, Letteratura e Musica, Intorno al Mondo ), la casa editrice ha esordito nel 2007 con “Incontro con Nadia Boulanger” di Bruno Monsaingeon, prefazione di Manlio Sgalambro: un rendez-vous con una delle più importanti compositrici e insegnanti della storia della musica, alla cui fonte si sono abbeverati, in qualità di devoti allievi, musicisti del calibro di Philip Glass e Aaron Copland. L’ artista francese fu inoltre dispensatrice di una particolare filosofia spirituale che si può sintetizzare nell’ esortazione che rivolgeva ai suoi allievi: «Io sono il livello di tensione più elevato. Ascoltatelo in voi stessi». “L’ arte speranza dell’ umanità” è il titolo del libro che raccoglie un discorso tenuto da Yehudi Menuhin nell’ abbazia di Westminster. La necessità di creare una coscienza collettiva, frutto di una superiore sintesi di esperienze e saperi, è la ricetta proposta dal grande violinista americano (scomparso nel 1999) per il quale Bela Bartok compose appositamente un’ opera. L’ incontro fantastico tra un bambino dei nostri tempi e uno dei compositori più straordinari della storia è al centro di “La vera storia inventata di Beethoven”, fiaba metafantastica di Melania Nuara, corredata dagli splendidi disegni di Rui Sawada, in cui si corre il rischio di ridere con grande serietà al cospetto di vicende storiche rilette in una prospettiva decisamente inconsueta. La poesia di Francis Jammes, fiore nascosto della Bella Epoque, è tradotta e raccolta da Maria Luisa Spaziani in “Clairierès dans le ciele”. L’ autore, scomparso nel 1938, è ancora ben presente nella memoria collettiva francese. L’ autobiografia della leggendaria cantante cubana Vera Cruz è l’ oggetto di “Mi vida” (con prefazione di Franco Battiato). Il racconto si snoda attraverso delle sequenze esistenziali in cui si avverte il profumo irripetibile di un’ epoca ricca di contraddizioni, fermenti, povertà e aspirazioni poi tradotte in vita vissuta. Tra le pubblicazioni da citare un romanzo musicale di Attilio Piovano, “Sapeva di erica di torba e di salmastro” con la prefazione di Uto Ughi, e  un volume scritto da Yehudi Menuhin, “Musica e vita interiore”, con la prefazione di Moni Ovadia, “Il suono del candore- l’abisso di cristallo di Antonin Artaud”, di Giuditta Perriera, “Quello che ci muove. Una storia di Pina Baush”, di Beatrice Masini.

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