Si è conclusa la seconda edizione di “De Natura Sonorum” festival all’insegna della contaminazione elettroacustica

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Si è conclusa la seconda edizione di “De Natura Sonorum” , festival internazionale di musica elettroacustica che si è svolto a Roma tra il Mattatoio e il Teatro dei Documenti dal 25 al 28 novembre e successivamente dal 9 al 10
dicembre.
L’iniziativa, realizzata dall’associazione culturale Teatroinscatola , è inserita nell’ambito del programma di Contemporaneamente Roma 2019 promosso da Roma Capitale – assessorato alla Crescita Culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.
Il festival, che pur essendo giovane si sta affermando come una delle vetrine più interessanti dello sperimentalismo musicale contemporaneo, ha confermato in questa edizione la sua vocazione sperimentale in cui il concetto di contaminazione artistica è declinato attraverso un calendario davvero innovativo e coinvolgente, a partire dal titolo della rassegna, che è un omaggio a Bernard Parmegiani e alla sua omonima opera del 1975 considerata, in modo unanime, uno dei capolavori della musica moderna. Dal concerto alla conferenza-concerto, dai laboratori di sound design per film evideogames alle composizioni sperimentali, De Natura Sonorum ha ospitato grandi compositori contemporanei, come Alvin Curran e – dopo venti anni di assenza nella capitale dal mitico concerto del 1999 presso il Palazzo delle Esposizioni “4 pianoforti” con Charlemagne Palestine, Michael Harrison, Philip Glass, Terry Riley – Michael Harrison, per terminare con il primo, atteso sleeping concert a Roma. Un vero e proprio concerto per pubblico dormiente che dura fino all’alba. Una notte intera di immersione nei suoni e nelle vibrazioni, un rito per vivere l’esperienza collettiva del sogno sonoro. Una notte intera di immersioni nei suoni e nelle vibrazioni, un rito per vivere l’esperienza collettiva del sogno sonoro. Grande evento di questa edizione il concerto del mitico Alvin Curran  che ha incantato tutto il pubblico con una performance esclusiva intitolata “Innesti”.

 

 

 

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