Troina, violentata una disabile ora incinta, arrestato un operatore dell’Oasi.

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Un fatto terribile emerso perché la giovane, gravemente malata, è rimasta incinta. Violentata mentre è isolata e positiva al Covid-19 presso Oasi Maria SS di Troina, (EN) che durate il lockdown è stata dichiarata zona rossa.

L.A., 39 anni, incensurato, lavora nel centro specializzato dal 2018 e conosceva la giovane da anni. Avrebbe abusato di lei durante una notte di servizio: ieri, dopo un lungo interrogatorio alla squadra mobile di Enna, ha confessato.

Le indagini sono partite dopo che gli assistenti che si prendono cura della donna si erano accorti che c’era qualcosa di diverso, ipotizzando che l’aumento di peso della giovane potesse dipendere dal fatto che durante il lockdown ai degenti era stato permesso di mangiare di più o che i farmaci somministrati a volte erano causa di una irregolarità del ciclo ma a seguito della denuncia dei genitori è emersa la terribile verità: la ventiseienne che comunica solo con lo sguardo è infatti incinta e ha superato il  settimo mese di gravidanza.  La polizia ha interrogato medici, infermieri e altro personale dell’Oasi. Nessuno tra i ricoverati disabili avrebbe potuto commettere il reato cosi l’attenzione degli inquirenti si è concentrata su chi vi lavorava, procedendo con il prelievo dei campioni salivari per estrarre il Dna. Dopo aver ascoltato decine di persone e prelevato diversi campioni, ieri mattina è stato convocato, tra gli altri, l’operatore sociosanitario sospetto e  dalle prime domande è stato percepito il suo forte stato di disagio. L’uomo ha dimostrato particolare confusione nel raccontare quanto accaduto in particolar modo durante il periodo del lockdown.

Un dato rende la vicenda ancora più grave: nessuno aveva accesso alla struttura senza autorizzazione. L.A. ha riferito che a fine marzo ha chiesto alla direzione sanitaria di fare accesso alla struttura per poter aiutare ai suoi colleghi in difficoltà.

Dopo qualche giorno, considerata la carenza di personale, è stato autorizzato e assegnato al reparto dove erano stati trasferiti tutti i soggetti risultati positivi al Covid-19. Durante una delle tante notti prestate in struttura, approfittando dell’assenza temporanea dell’infermiere professionale, ha raggiunto la vittima che conosceva da tempo e l’ha violentata dopo essersi tolto tuta e mascherina.

Le indagini non sono concluse: “La procura della Repubblica di Enna – dice un comunicato della polizia – continuerà le indagini per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e valutare eventuali responsabilità da parte di altri

Dall’istituto arriva anche un appello alle famiglie dei disabili: “Vogliamo rassicurare sull’operato della nostra struttura, che ha sempre custodito e salvaguardato i propri ospiti, come le stesse famiglie da sempre hanno testimoniato. L’Istituto provvederà a tutelare la propria immagine nelle sedi opportune”.
Troina è sotto choc. Sui social l’indignazione, i cittadini si chiedono: se la giovane non fosse rimasta incinta un fatto tanto grave sarebbe mai emerso? E ancora: come avvengono le assunzioni all’interno della struttura? L.A. era professionalmente preparato? Da quanto sapevano che la giovane disabile fosse incinta?
I vertici del centro rispondono di volersi costituire parte civile: Anche noi – scrivono in una nota – siamo parte lesa in questa triste e dolorosa vicenda, che ha sorpreso e sconvolto la dirigenza e il personale tutto, che svolge con responsabilità il proprio lavoro” 
Nella nota la dirigenza Oasi, sostiene, di avere proceduto alla denuncia quando e’ stato scoperto che la disabile era incinta. Nel comunicato stampa diffuso oggi dalla Squadra mobile di Enna e’ invece chiarito che a presentare la denuncia e’ stata la famiglia della giovane, tramite un legale al quale i familiari si sono rivolti dopo essere stati informati dagli stessi responsabili dell’Irccs che la congiunta era incinta. La giovane, che e’ ancora ospite dell’istituto, sara’ spostata presso un’altra struttura e viene mantenuto fittissimo il riserbo sul destino del nascituro.

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