Le eccentriche visioni d’Autore di Fuori Orario sbarcano su RaiPlay

Un autentico blog di visioni uniche e differenti di cose (mai viste) in cui si è operata una traslazione dei film nel loro archivio. Ritrovare nelle immagini del passato la possibile anticipazione rivoluzionaria del futuro.
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“Fuori orario – Cose mai viste” ha rappresentato per anni una resistenza cinefila – per dirla con Enrico Ghezzi, uno dei fondatori storici – contro il massimalismo della televisione e della pubblicità. Una riserva di immagini, storie, frammenti di cinema, sia d’autore che di genere, che è servita a comporre una immensa e composita, anche se filologicamente trasgressiva, geografia della più giovane tra le arti. Mai un contenitore televisivo è riuscito a far dialogare strati di cinema cosi diversi ed eterogenei: dal giapponese Ozu al russo Sokurov, dai frammenti perduti o ignoti di Rossellini, De Oliveira o Parajanov, alle narrazioni del quotidiano sublime di Alberto Grifi, di cui “Verifica incerta” è forse l’opera che meglio  rappresenta la filosofia di questo contenitore televisivo, con le sue contorsioni di montaggio, le imprevedibili sublimazioni dello sguardo che tutto vede, oltre l’occhio in cui l’immagine si riposa. Un autentico blog di visioni uniche e differenti di cose (mai viste) in cui si è operata una traslazione dei film nel loro archivio. Ritrovare nelle immagini del passato  la possibile anticipazione rivoluzionaria del futuro. Restituire alla macchina cinema la possibilità di recuperare passato e futuro, la sua natura di mappa per perdere l’orientamento nel cinema (e col cinema) giocando con gli accostamenti più vertiginosi, superando il confine dei generi, annullando tempi e spazi (per esempio accelerando “l’odissea ..”di Kubrick in 120 secondi o rallentando “l’uscita dalle officine Lumière” per quasi due ore, una trasgressione al time code mai vista prima di allora.

In questo gioco sacro sono entrati Russ Meyer, Cottafavi, De Bernardi, i videogame giapponesi e le cartografie sentimentali della visione, Antonioni, Fellini e Bergman, ma anche le visioni lisergiche dello sperimentalismo di Anger e le sue liturgie psichedeliche. Per non parlare dei frames tratti da “L’atlante” di Jean Vigo, ormai entrati nell’immaginario televisivo degli spettatori dediti a questo culto ormai trentennale.

E proprio in occasione di questo anniversario, è notizia di questi giorni, “Fuori Orario” è sbarcata da Rai 3 a Rai Play con una selezione di titoli che serviranno a tracciare diverse traiettorie. Ci saranno due mini retrospettive,una dedicata a Paulino Viota e l’altra a Yòji Yamada; connessioni stravaganti come quello tra “Kommunisten” di Straub e”Francofonia” di Sokurov: opere e autori apparentemente inconciliabili, tanto dal punto di vista estetico che da quello politico. Insomma tutta la filosofia di “Fuori Orario” si manterrà  integra nel presentare autori e opere inedite nello spazio in streaming.

Una prima lista di 24 film, tra cinema d’autore e classici restaurati, è disponibile già da venerdì 10 aprile 2020, in esclusiva sulla piattaforma Rai. Alcuni importanti lavori degli ultimi anni (“Le livre d’image”, “Chant d’hiver”, “Francofonia”,  il già citato “Kommunisten”, “Zio Boonmie ricorda le sue vite precedenti”, “Indesiderati d’Europa”) si affiancano a classici recentemente riscoperti o restaurati (“Limite”, “A River Called Titas”, “Mattone e specchio”, “The House is Black”, “I can’t go Home again”).
Sono presenti grandi maestri che Fuori Orario ha seguito nel corso degli anni, da Jean-Marie Straub a Otar Ioseliani, da Aleksandr Sokurov a Amir Naderi, da Raoul Ruiz a Jean-Luc Godard, ma non manca il nuovo cinema italiano con “Indesiderati d’Europa” di Fabrizio Ferraro, un autore audace e innovatore che Fuori Orario ha seguito costantemente dagli esordi.
Si tratta di film spesso inediti in Italia e che sono stati visti solo nei Festival, o che hanno avuto una distribuzione molto limitata che grazie a RaiPlay potranno essere finalmente accessibili a un pubblico più vasto. Tra questi, due memorabili Palme d’Oro del Festival di Cannes: “Zio Boonmie ricorda le sue vite precedenti” e “Le livre d’Image”.  Buona visione.

 

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