Un modello civico contro la deriva statalista: nasce “Autonomia e Ambiente”

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Un nuovo modello civico e politico per rivendicare il diritto dei territori ad autogovernarsi, per costruire una nuova Europa delle regioni, dei territori e dei popoli. E’ questo l’obiettivo di “Autonomia e Ambiente”, una rete civico-politica che si è costituita alla fine del 2019, ispirata al raggruppamento politico denominato Alleanza Libera Europea (European Free Alliance) e che ha l’obiettivo di rivendicare la specificità di ogni singolo territorio, la propria autonomia e diversità politico-culturale in contrapposizione al centralismo degli Stati centrali e di una Europa in cui, ormai da tempo, sembrano prevalere le burocrazie tecnocratiche a discapito della singole comunità.

Una galassia di rappresentanti di regioni e di singoli territori che ha fatto proprio un aforisma del movimento indipendentista catalano: “Non vogliono cambiare stato, vogliono cambiare secolo”, e che forte di questo principio intende lavorare per rendere sempre responsabili le comunità locali rispetto a temi quali l’economia, la cultura, i valori sociali, il declino dei servizi pubblici e in generale verso tutte quelle tematiche che riguardano da vicino la vita dei territori e delle comunità che vi appartengono.

Per raggiungere questi obiettivi, insieme alla rete autonomista di EFA, i promotori di “Ambiente e Autonomia”, consapevoli della necessità di affermare i valori della politica dei territori e per frenare la deriva centralista in atto anche in Italia, intendono ripartire dal rispetto della Costituzione e degli Statuti regionali, rifacendosi ai principi della Carta di Chivasso (del 1943), redatta dai migliori autonomisti e confederalisti della nostra storia.

Di questa nuova Rete fanno parte otto forze politiche: dal Patto per l’Autonomia (Friuli Venezia Giulia) al Comitato Libertà Toscana, da Pro Lombardia ad Autonomia Piemont.  La Sicilia, patria originaria del concetto di autonomia, è rappresentata da Siciliani Liberi. Questi gruppi dialogano già da qualche tempo con le forze rappresentate nel gruppo delle Autonomia del Senato.

Insomma, in tempi di globalizzazione sfrenata, la politica si organizza per mettere un freno ai guasti di un capitalismo sempre più selvaggio, alle tragedie del neocolonialismo e in generale a tutte le storture che, di fatto, hanno soffocato la necessità dei popoli di auto determinare il proprio destino.

In particolare Siciliani Liberi, in tempi in cui è acceso il dibattito sui valori dell’Autonomia regionale, ha tra i suoi obiettivi il sostegno ai valori positivi dello Statuto siciliano, la creazione di una moneta complementare e la creazione di una “Zona economica speciale integrale”, che consenta la defiscalizzazione e rilanci gli investimenti.

Il primo appuntamento della nuova Rete “Autonomia e Libertà” è fissato per il prossimo 21 febbraio a Udine. In quella occasione verrà presentato lo Statuto e fissati i punti programmatici.

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