Un progetto per regalare un Natale di gioia agli anziani soli. La rete si mobilita

Il progetto di cui parliamo si chiama “Nipoti di Babbo Natale” e viene presentato con queste parole da parte dell’associazione Un Sorriso In Più Onlus
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Manca meno di un mese al Natale, il periodo dell’anno in cui per convenzione ci si sente tutti più buoni. Al di là di tutti i buoni propositi, dei pranzi plastificati con parenti che non si vedono mai, dai regali in serie raccattati e a volte riciclati, del cibo a volontà tra alberi luminosi e presepi col bambinello che nasce sempre un mese prima (mettiamolo ora che poi ce lo scordiamo), solo in pochi vivono questi particolari giorni, accompagnati dallo spirito originario che dovrebbe permeare la vita di ognuno e magari non soltanto il 25 dicembre.

Per moltissima gente il periodo natalizio è di grande solitudine, ricco soltanto di nostalgia e tristezza, perché in tanti non hanno nessuno. Non hanno nessuno mai, ma in quei giorni, la percezione della propria “inesistenza”, della propria “invisibilità” è amplificata. Ci sono persone dimenticate, come se non avessero mai vissuto, altre hanno visto andar via i propri cari uno dopo l’altro e loro sono i soli acciaccati superstiti. Un pensiero corre in particolare a tutti gli anziani che passano le loro giornate nelle case di riposo. In mezzo a tante solitudini che diventano giorni, anni e amare abitudini, accade a volte qualcosa di meraviglioso. Ci siamo imbattuti per caso in un progetto, che attraverso il tam tam sui social, sta cominciando ad avere una grande diffusione.

Il progetto di cui parliamo si chiama “Nipoti di Babbo Natale” e viene presentato con queste parole da parte dell’associazione Un Sorriso In Più Onlus:

Arriva dicembre e per tutti inizia la ricerca del regalo perfetto: l’idea giusta, un pensiero speciale confezionato con carta e nastrini colorati, che sappia esprimere in un solo istante quanto teniamo alla persona che lo riceve. Ma per chi il Natale lo trascorrerà lontano da casa, lontano dai propri affetti, per chi parenti non ne ha, o non ne ha più, il 25 di dicembre può rivelarsi un momento di solitudine.

Grazie al progetto “Nipoti di Babbo Natale” tutti possono realizzare il sogno di un anziano che vive in casa di riposo: un piccolo gesto che si trasforma in qualcosa di magico”.

 

Sulla pagina dell’associazione sono stati così raccolti i desideri che gli ospiti vorrebbero si realizzassero per Natale e chiunque può esaudirne uno, con una donazione o regalando ciò che l’anziano ospite di una delle strutture aderenti all’iniziativa ha chiesto. Alcuni di questi desideri sono di una tenerezza disarmante ed è impossibile non avere un magone terribile dopo aver letto quanta solitudine e bisogno di affetto emerga dalle richieste.

Anna ha 97 anni e desidererebbe fare una gita, Maria che di anni ne ha 88 vorrebbe visitare una mostra sull’impressionismo, Rosa che ha 79 anni, vorrebbe un cappello alla moda mentre Pietro di 87 anni desidererebbe mangiare un piatto di trippa in famiglia. Ma ci sono anche Agostino che a 92 anni vorrebbe poter ricevere la Gazzetta dello Sport la domenica e il lunedì, o Gaetano, 78 anni, che desidera ricevere un orsacchiotto gigante perché – dice – “mi piacciono gli orsacchiotti sono teneri e mi fanno compagnia”.

Le storie sono tante e tutte meritevoli di attenzioni e di una carezza, che può arrivare da ogni parte del mondo. Sul sito https://www.nipotidibabbonatale.it/ sarà possibile vedere la lista dei desideri, contattare l’associazione e provare a regalare un momento di felicità. Inoltre sono presenti tutte le informazioni che permettono di aderire, diventare volontari o trovare la struttura più vicina già operativa all’interno del progetto. Sono già mille i desideri “prenotati”, ma c’è ancora molto da fare.

Sarebbe bello se le strutture presenti in tutte le regioni italiane aderissero e se noi prendessimo spunto da questo progetto per dedicare agli altri una piccola parte del nostro tempo. Magari il Natale potrebbe essere davvero più significativo se permettessimo a chi è solo, di vivere – almeno per un giorno – nel calore familiare e in quella normalità che per tante, tantissime persone, resta spesso un sogno irrealizzabile.

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