Una bufala pericolosa: Vitamina C contro il coronavirus

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Lo dice il virologo dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, al Corriere: «È ovviamente una notizia falsa. Certo, come si sa già da anni, la vitamina C ha funzione antiossidante ed è adiuvante, può aiutare, ma certo non può curare né prevenire il coronavirus». Per fare un altro esempio, aggiunge l’esperto «un’altra fake news che sta circolando in queste ore è quella che bere bevande calde e risciacquare la bocca con acqua calda aiuti a eliminare il virus. Falsa anche questa».

Un audio diventato virale che è necessario smontare. Perché è una falsità priva di basi scientifiche

In tutte (o quasi) le chat attive su WhatsApp è stato postato il file. Alcune farmacie segnalano che nelle ultime ore i clienti sono corsi ad acquistare l’integratore, tanto da terminare le scorte. Una farmacista di Milano ha chiamato il Corriere e ci ha chiesto: «Come mi devo comportare con queste persone?».

«Non esistono prove scientifiche sull’efficacia della vitamina C nel prevenire o curare la Covid-19. Come non ci sono prove scientifiche solide sull’efficacia di questa vitamina nella prevenzione di altre infezioni, come raffreddore o influenza — conferma Antonio Clavenna, responsabile Unità di Farmacoepidemiologia, Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano —. Ciò non sminuisce l’importanza di un’alimentazione varia ed equilibrata e ricca di frutta e verdura, non solo di agrumi e kiwi. Uno stile di vita complessivamente sano — che include, oltre a una corretta alimentazione, svolgere attività fisica, evitare il fumo di sigaretta e gli eccessi nel consumo di bevande alcoliche — consente all’organismo di affrontare le infezioni con minori rischi. In questo momento, comunque, il modo migliore per proteggersi è seguire con scrupolo le indicazioni fornite dal Ministero della Salute: lavare le mani, evitare di toccare bocca, naso e occhi con le mani sporche, limitare i contatti sociali mantenendo la distanza di un metro dalle altre persone».

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