#Vogliamo notizie di Carlo e le abbiamo avute: il prof. gentile ricoverato contro la sua volontà.

0
2050

Con l’hashtag #vogliamonotiziedicarlo abbiamo fatto sentire la nostra voce sposando la battaglia delle iene per aiutare  Carlo Giraldi, il professore gentile , trasferito in una rsa contro il suo volere. Dal 27 ottobre non si sapeva più nulla di lui.

Grazie alle iene le notizie sono arrivate insieme alle testimonianze anonime di alcuni operatori che lavorano nella struttura a Lecco, dove Carlo è attualmente ricoverato, lo ripetiamo contro la sua volontà.

Carlo sta bene, non assume nessuna terapia ma purtroppo quando è stato”prelevato” dalla sua casa con la forza è stato sottoposto a TSO, un trattamento sanitario obbligatorio a cui possono ricorrere le autorità sanitarie per obbligare al ricovero persone con gravi patologie psichiatriche, patologie  che però Carlo Gilardi non ha e non serve certo un’altra perizia psichiatrica per dimostrarlo. Carlo è sanissimo di mente. È  stato strappato cosi dal suo mondo, annullando di fatto ogni sua volontà.

È  stata la sorella più grande di Carlo, Sandra, che considerata la generosità del fratello aveva richiesto un amministratore di sostegno per il timore che Carlo potesse restare senza soldi. Nessuno ha pensato, dopo aver parlato con Carlo che semplicemente la sorella non condivideva la sua generosità? Probabilmente lei con i suoi soldi non lo avrebbe mai fatto.

Vivere in umiltà e scegliere di aiutare il prossimo non è una malattia ma uno dei tratti della personalità di Carlo che ne determinano il comportamento. La benevolenza, la generosità e l’ospitalità, di regola, sono caratteristiche della stessa persona.

Ma c’è un aspetto di questa storia che va attenzionato.  Rec News, diretto dalla giornalista Zaira Bartucca -pubblica un video che documenta le precarie condizioni igienico  sanitarie in cui Carlo versava sottolineando come di fronte ad un evidente degrado nessuno ad Airuno si è preoccupato di aiutarlo neanche le persone più vicini a lui che aveva aiutato economicamente. Ma questo può giustificare un TSO e un ricovero forzato? Non crediamo che Carlo fosse costretto a vivere in quelle condizioni ma certo è che poteva essere aiutato a casa sua prima che Nina Palmieri accendesse i riflettori su questo caso.

L’avv. e tutrice Elena Barra, aveva smentito con toni decisi che Carlo fosse stato portato via con la forza affermando che lui “vuole essere libero anche dalle persone che lo circondavano e si approfittavano di lui” ma  gli elementi che emergono dal secondo servizio delle iene sono inquietanti e sembrano contraddirla ancora una volta.  Dalla testimonianza degli operatori della struttura emerge chiaramente che Carlo ha provato a ribellarsi. Per protesta ha fatto lo sciopero della fame, rifiutando di mangiare prima e accettando solo pane e acqua dopo, ma ringraziando puntualmente per il cibo ricevuto, con la stessa lucida gentilezza ed educazione di sempre.

Tra le 16000 email che la redazione delle Iene ha ricevuto hanno scritto anche dei cugini  di Carlo di terzo e di 4 grado che pur abitando nello stesso paese, Airuno,  non sapevano nulla. Ricordiamo che la legge parla chiaro: prima di cercare un avvocato esterno alla famiglia e nominare un amministratore di sostegno pagato con i soldi dell’assistito si dovrebbero cercare i parenti fino al 4° grado, parenti che non sono stati avvertiti neanche dopo il TSO subito dal professore gentile e che sono venuti a conoscenza di questa triste storia solo dopo il servizio giornalistico.

I parenti si sono recati nella rsa dove Carlo è ricoverato. Inizialmente gli operatori hanno negato la sua presenza e dopo vari tentativi respinti i cugini hanno fatto scrivere subito un email da un avvocato. Cinque minuti dopo uno dei cugini viene richiamato dalla struttura che riferisce che per parlare con Carlo, anche solo al telefono, è necessario avere l’autorizzazione dell’avv Barra.

Ma Carlo è un uomo libero, perchè serve un autorizzazione per parlare con un parente?

Il cugino di Carlo chiama l’avvocato Barra che autorizza la telefonata e afferma ” le ragioni per le  quali c’è questa tutela e questa cautela nei confronti del Sign. Carlo Giraldi credo che le possa immaginare, c’è un contorno dal quale va protetto. Il timore è che si possa presentare la iena travestita…

E cosi finalmente i cugini possono sentire Carlo al telefono che riferisce “Sto benissimo! Spero un giorno o l’altro di poter essere cacciato via ma non mi cacciano via. Sono stato prelevato, messo in ospedale, poi in ospizio… e cosa vuoi farci” –  dice Carlo, che non sa come siano andate le cose esattamente ma ammette la rabbia nei confronti della sorella per averlo messo nelle mani degli avvocati e si augura di poter tornare presto a casa. “Non so cosa pensare, perchè se ci penso soffro.” conclude Carlo.

Con l’hashtag #vogliamonotiziedicarlo abbiamo manifestato tutta la nostra solidarietà e continueremo a farlo ma non possiamo non chiederci: Chi controlla i controllori? Le iene assicurano “Noi de le Iene non molliamo il colpo perché vogliamo vedere Carlo Gilardi finalmente sereno, in dignità e libertà, nella sua casa e tra i suoi amici. E continueremo ad aggiornarvi su questa vicenda” E noi con loro.

Comments are closed.