We are Zainocratici: il futuro è nello zaino

Abbiamo un cervello così sviluppato perché serve a governare una capacità estremamente complessa: il movimento.
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“Siamo un’agenzia, uno studio, un laboratorio, siamo questo e molto di più, visionari e zainocratici. Pur avendo una sede fissa siamo sempre pronti a cogliere le migliori opportunità professionali che si presentano.
Portiamo in giro tutto il nostro mondo lavorativo, riuscendo a lavorare ovunque, adattandoci all’ambiente e intercettando le necessità. Ma la zainocrazia va oltre il concetto stesso di lavoro agile, fotografa un vero e proprio modo d’essere: il nostro.  Attualmente abbiamo contratti attivi a Catania, Brindisi, Ostuni, Roma, Rimini, Torino e Milano.”
ha commentato Angela Caputo, CEO e direttore creativo dell’agenzia di comunicazione  3D Vision.

“Aumentano gli smart workers.Per forza: c’è dentro una rivoluzione

Il Futuro è nello zaino, che diventa metafora del profondo cambiamento che sta investendo il mondo del lavoro e delle sue opportunità più ottimistiche. Leonardo Previ, docente di Gestione delle risorse umane alla Cattolica di Milano,  nel saggio – pamphlet “Dalla burocrazia alla zainocrazia”  oppone «alla burocrazia, ovvero il potere della scrivania, la zainocrazia, fondata sull’idea che ogni persona sia un giacimento ambulante di risorse inesauribili.
Ma se la deambulazione cessa, il giacimento si ritrae. Abbiamo un cervello così sviluppato perché serve a governare una capacità estremamente complessa: il movimento». Una risposta che le imprese, soprattutto quelle molto grandi, si danno in seguito al processo di digitalizzazione; una delle conseguenze è ricaduta sulla centralità del luogo di lavoro perché lì erano custoditi gli strumenti del lavoro. Si tratta di una fase in larga parte conclusa.

Doxa, che cura per il Politecnico di Milano l’Osservatorio dello Smart working, può offrire alcuni dati sul nomadismo professionale.

«Oggi in Italia», spiega Renata Soru, a Repubblica « sono quasi 300mila i ‘ lavoratori agili’, ovvero coloro che godono di discrezionalità di luoghi, orari e strumenti di lavoro, con l’obiettivo di svolgere al meglio le proprie mansioni » . Ovviamente non tutti i lavoratori agili sono gli zainocrati descritti dal saggio di Previ.

Ma, sia che lavorino da casa o in ufficio, sia che siano spesso in viaggio, gli zainocrati sono una categoria trasversale. L’opposizione tra burocrate e zainocrate, fra ufficio e viaggio, più che lettera, è metafora che si sostanzia nel simbolo dello zaino.

www.3d-vision.it

 

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